Decreto Legge 231/17 per mancata comunicazione degli allergeni

Decreto Legge 231/17 per mancata comunicazione degli allergeni

Mancata comunicazione degli allergeni: in applicazione il Decreto Legislativo 231/17

Dal 9 maggio di quest’anno, in caso di mancata comunicazione degli allergeni da parte dei ristoratori, si applicherà il decreto legislativo 231/17, la disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del Reg. UE 1169/11, relativo appunto alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori.
L’articolo 19, al paragrafo 8, prevede che per gli alimenti non preimballati (non considerati, cioè, unità di vendita) destinati alle collettività, è obbligatoria l’indicazione degli allergeni, riportati all’allegato II del Reg. UE 1169/11.
Un’informativa generica con il semplice elenco di allergeni come da Regolamento UE 1169/11 allegato II, che talvolta purtroppo si vede esposta senza alcun criterio in alcuni ristoranti, non soddisfa quanto richiesto dal decreto legislativo 231/17.
Infatti, viene precisato che tale indicazione debba essere fornita in modo che il consumatore possa facilmente metterla in relazione con lo specifico alimento e prima che il prodotto stesso venga somministrato.
L’indicazione deve essere apposta sul menù o registro o apposito cartello o altro sistema equivalente, anche digitale, da tenere bene in vista. In caso di utilizzo di sistemi digitali, le informazioni dovranno essere trasmesse anche in forma scritta e facilmente reperibile sia per l’autorità competente, sia per il consumatore stesso.
La violazione in materia di requisiti nell’indicazione di una mancata comunicazione degli allergeni da parte dei ristoratori comporta l’applicazione al soggetto responsabile di una sanzione amministrativa pecuniaria di una somma compresa tra 2000 e 16000 euro.
Come è possibile gestire in modo semplice ma efficace quanto richiesto dal decreto?

Vediamo di seguito alcune opzioni:

  1. Predisporre una tabella con 15 colonne (1 per il nome del piatto, le altre 14 per gli allergeni dell’allegato II) e un numero di righe pari al numero di preparazioni. Nella prima colonna si riporta il nome del piatto o della preparazione e nella riga relativa si segnano le crocette in corrispondenza degli allergeni presenti. La tabella potrebbe essere allegata al menù del ristorante. Gli allergeni possono essere indicati anche come immagini e non solo come parole, utilizzando, ad esempio, i simboli di questo sito: https://www.foodprotection.org/resources/food-allergen-icons/
  2. Preparare un menù dettagliato con gli allergeni evidenziati, riportati accanto ad ogni preparazione. Gli allergeni devono essere evidenziati in modo da essere facilmente distinguibili dal resto degli ingredienti. Tuttavia, questa opzione non si presta ad un rapido adeguamento alle eventuali nuove preparazioni proposte dal ristoratore, esponendolo quindi al rischio di non soddisfare le
    disposizioni del decreto sanzionatorio. La caratteristica di queste realtà, infatti, sta nella loro dinamicità e nell’ampio turn-over di preparazioni gastronomiche.
  3.  Preparare un vero e proprio ricettario con l’elenco degli ingredienti e gli allergeni evidenziati per ogni ricetta. L’elenco degli ingredienti in un ristorante non è richiesto come dato obbligatorio.
    Tuttavia, se il ristoratore la ritiene una soluzione ancora più trasparente nei confronti dei propri clienti, la può utilizzare come modalità di informazione, mettendo a disposizione il ricettario per la consultazione. In questo caso, è opportuno che nel menù venga riportato un chiaro riferimento a questa documentazione disponibile e facilmente consultabile su richiesta.
  4. Ulteriore modus è il cartello, avviso o strumento simile che rimandi al personale di servizio cui richiedere informazioni relative agli allergeni, che devono risultare da documentazione scritta e facilmente reperibile per il consumatore.
    In tutti i casi l’obiettivo è garantire un alto livello di tutela della salute per i consumatori allergici e intolleranti e da maggio 2018, dopo molti anni di attesa, la mancata comunicazione degli allergeni da parte dei ristoratori è punita con sanzioni molto salate.

Roberta De Noia, Consigliere OCSA

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