IFS Food – Versione 6.1

IFS Food – Versione 6.1

Lo Standard IFS food.

“Standard per gli audit dei fornitori di prodotto a marchio dei distributori”.

Versione 6.1 Novembre 2017.

L’IFS Food è uno degli standard volontari utilizzato per l’esecuzione di audit nelle industrie alimentari, la cui implementazione è spesso richiesta dai retailers (Grande Distribuzione Organizzata) alle aziende che producono a marchio della GDO (private label).

Insieme al BRC Food e alla FSSC 22000, è riconosciuto dal GFSI (Global Food Safety Initiative), organizzazione che ha lo scopo di rafforzare e promuovere la sicurezza alimentare lungo tutta la filiera produttiva.

Lo standard nasce dalle esigenze della Federazione Tedesca Distributori (HDE) e di quella francese (FCD), al fine di consentire una valutazione oggettiva e sistematica delle strategie di gestione della sicurezza alimentare (igienico-sanitaria) e di qualità dei prodotti forniti.

IFS Food, infatti, è caratterizzato da un sistema di valutazione uniforme, da enti di certificazione accreditati, da auditor competenti e qualificati e da comparabilità e trasparenza degli esiti lungo l’intera catena di fornitura. Esiste, infatti, la possibilità per i retailers di verificare i risultati degli audit IFS condotti presso le aziende di interesse. Lo schema si applica a tutte le aziende che lavorano e manipolano prodotti alimentari, compreso il confezionamento primario di prodotti sfusi, ad esclusione della produzione primaria (aziende agricole vegetali e/o zootecniche).

Per quanto riguarda le attività d’importazione, commercializzazione (es.: broker), trasporto, magazzinaggio e distribuzione, la Commissione IFS ha elaborato specifici standard adatti a tali settori, caratterizzati da processi distinti rispetto a quelli delle industrie alimentari (es.: IFS Broker Standard per gli audit ad aziende di commercializzazione, importatori e servizi d’intermediazione in relazione alla qualità e sicurezza del prodotto).

Come per tutti gli standard volontari, anche l’IFS food richiede, per una corretta gestione dei processi aziendali, l’implementazione ed il mantenimento di un Sistema di Gestione per la Qualità, incentrato naturalmente sulla Sicurezza Alimentare.

Tale sistema, oggetto di verifica da parte dell’auditor, si deve basare sulla:

  • Identificazione e mappatura dei processi necessari per attuare il Sistema di Gestione Qualità e Sicurezza Alimentare ;
  • Determinazione delle sequenze e le interazioni dei diversi processi;
  • Determinazione dei criteri e dei metodi per garantire il funzionamento e il controllo dei processi;
  • Raccolta delle informazioni necessarie per sostenere il funzionamento e il monitoraggio dei processi;
  • Misurazione, monitoraggio e analisi dei processi, al fine di implementare le misure necessarie per conseguire i risultati pianificati e il miglioramento aziendale.

La nuova versione (la 6.1 del novembre 2017), che entrerà in vigore dal 01 luglio 2018, è una versione consolidata della versione 6 dell’Aprile 2014 ed ha introdotto, per adeguarsi alle esigenze dei retailers la gestione del rischio derivante da frodi alimentari, già da tempo trattate dall’omologo standard inglese BRC food.

La versione 6.1 reca, infatti, un nuovo e specifico paragrafo: il 4.21 “Frodi Alimentari“, con tre requisiti da ottemperare.

I requisiti dello standard per attestare la capacità di un fornitore di fornire prodotti sicuri, conformi alle specifiche contrattuali e ai requisiti di legge, sono suddivisi in 6 sezioni:

  1. Responsabilità della Direzione (22 requisiti);
  2. Sistema di gestione della qualità e sicurezza alimentare (33 requisiti);
  3. Gestione delle risorse (28 requisiti);
  4. Pianificazione e processo di produzione (145 requisiti);
  5. Misurazioni, analisi, miglioramenti (45 requisiti);
  6. Food Defense (8 requisiti).

Tali requisiti sono oggetto di puntuale verifica durante l’audit.

Particolare attenzione inoltre è richiesta per quei requisiti identificati come KO, e di seguito riportati:

1.2.4 Responsabilità della Direzione

2.2.3.8.1 Sistema di monitoraggio per ogni CCP (può essere non applicabile)

3.2.1.2 Igiene del personale

4.2.1.2 Specifiche relative alle materie prime (può essere non applicabile)

4.2.2.1 Conformità alla ricetta

4.12.1 Gestione dei corpi estranei

4.18.1 Sistema di Rintracciabilità

5.1.1 Audit interni

5.9.2 Procedura di ritiro e richiamo

5.11.2 Azioni correttive

La mancata implementazione dei requisiti KO (classificazione del rilievo come D), comporta, di fatto, la sospensione dell’iter di certificazione, quindi l’azienda è considerata come non approvata ai fini dello standard IFS Food.

L’assegnazione del punteggio ai requisiti segue le regole sottostanti:

Risultato Spiegazione Punti
A Conformità completa 20
B (deviazione) Conformità quasi completa 15
C (deviazione) È stata implementata una parte limitata del requisito 5
D (deviazione) Il requisito non è stato implementato -20
NC Maggiore Non Conformità su un requisito che riguarda la sicurezza alimentare e dei requisiti legali Viene sottratto il 15% sul punteggio finale e non è possibile rilasciare il certificato

L’assegnazione del punteggio ai requisiti KO segue le disposizioni riportate in tabella:

Risultato Spiegazione Punti
A Conformità completa 20
B (deviazione) Conformità quasi completa 15
KO (=D) Il requisito non è stato implementato Viene sottratto il 50% sul punteggio finale e non è possibile rilasciare il certificato

Al fine di applicare in modo corretto lo schema IFS, gli elementi chiave da tenere in considerazione sono:

  • L’applicazione delle buone pratiche di fabbricazione e buone prassi igieniche (GMP-GHP) del settore di riferimento;
  • L’implementazione e il mantenimento di un sistema di gestione per la sicurezza alimentare basato sui principi del HACCP;
  • L’implementazione e il mantenimento di un sistema di gestione per la qualità;
  • L’adozione di un programma di controlli e verifiche sugli ambienti di lavoro, sul prodotto, sui processi, sul personale;
  • La redazione di specifiche dettagliate e specifiche per materie prime, materiali di confezionamento, prodotto finito, prodotti intermedi di lavorazione;
  • Il monitoraggio sistematico dei fornitori e delle loro prestazioni;
  • L’analisi del contesto del sito e la valutazione di eventuali contaminazioni intenzionali, come ad esempio manomissioni e sabotaggi.

Le novità introdotte nella versione 6.1, per quanto riguarda le frodi alimentari (deliberata ed intenzionale sostituzione, errata etichettatura, adulterazione o contraffazione degli alimenti, delle materie prime, ingredienti o materiali di confezionamento immessi sul mercato per ottenere vantaggi economici) si traducono sostanzialmente nello:

  • svolgere una valutazione documentata, con definizione dei criteri utilizzati, sulla vulnerabilità delle materie prime, degli ingredienti, dei materiali di confezionamento e dei processi in outsourcing, per stabilire il rischio di frode (sostituzione ed etichettatura scorretta), adulterazione e contraffazione
  • stabilire e documentare un piano di mitigazione, con definizione e attuazione dei relativi metodi di controllo e monitoraggio identificato per ogni rischio
  • riesaminare la valutazione di vulnerabilità a seguito di un aumento del rischio o almeno una volta all’anno per intervenire, se opportuno, a modificare anche i metodi di controllo e monitoraggio del piano di mitigazione

Si rimanda all’Allegato 1: Glossario/lista delle definizioni dello standard per le definizioni, per i parametri e i criteri minimi da utilizzare per la valutazione della vulnerabilità alle frodi alimentari.

A conclusione di quanto detto, si può dedurre che l’ottenimento della certificazione IFS Food può portare all’azienda diversi vantaggi, ovvero:

  • gestire, standardizzare e migliorare i processi, quindi ridurre il numero di deviazioni rispetto al normale funzionamento aziendale;
  • soddisfare le esigenze dei Clienti e avere maggiore visibilità nei confronti della GDO;
  • garantire un prodotto sicuro per il consumatore;
  • ridurre il numero dei reclami e dei resi, che possono comportare danni di immagine ed economici;

A cura di Mauro Erzetti.

Fonte: www.ifs-certification.com

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